Le attività istituzionali dei consigli degli Ordini provinciali si esplicano, normalmente, su due livelli territoriali, uno locale, l’altro nazionale.Le attività per quest’ultimo livello, svolte assieme agli Ordini provinciali di tutte le regioni d’Italia, sono coordinate dal Consiglio Nazionale Architetti rappresentato dal Presidente pro-tempore arch. Leopoldo Freyrie.
Una delle finalità è quella di individuare, analizzare e rappresentare, nei tavoli decisionali, in particolare quelli governativi, le problematiche che investono la categoria degli architetti.
Tante e tali sono state, negli anni pregressi, le volontà ed i movimenti trasversali, sommati a non corretti, per lo meno dal nostro punto di vista, recepimenti di direttive comunitarie, da rendere le professioni tecniche in generale e quella dell’architetto in particolare, snaturate nell’essenza che ha caratterizzato la tradizione culturale italiana, della quale ancor oggi tutti beneficiamo.
Viviamo un periodo di cambiamento, sociale, economico, normativo che investe tutto il mondo del lavoro.
In ragione di questo radicale e velocissimo cambiamento dobbiamo comprendere che si trasformerà, come del resto stiamo già registrando, il modo di svolgere la libera professione e quindi dobbiamo essere pronti, tutti assieme, ad affrontare questa nuova realtà.
All’interno di questo cambiamento non tutto ci è, da come stanno evolvendo alcune situazioni, dal punto di vista normativo, contrario.
In recepimento della direttiva comunitaria n. 2014/24/UE i paesi membri e quindi anche l’Italia entro febbraio 2016 dovranno adottare un unico testo normativo denominato ” Codice degli Appalti pubblici e delle concessioni “ed un nuovo Regolamento.
Una maggiore sensibilità mostrata a livello governativo, una maggiore consapevolezza sociale del benessere che scaturisce dalla bellezza dei luoghi, sia naturali che costruiti e non ultimo l’attualità dell’equazione tra il disagio sociale, che spesso sfocia in microcriminalità e l’ambiente fisico in cui questo si manifesta, concorrono, assieme al valore economico, a far si che possa implementarsi la domanda di buona architettura.
Il CNAPPC al tavolo del Ministero delle Infrastrutture sta ponendo le basi, con contributi prodotti ed approvati nelle conferenze nazionali degli Ordini provinciali, per la definizione di un nuovo quadro normativo per il settore dei lavori pubblici che modifichi le storture che oggi registriamo e mira a fare dell’architettura uno degli elementi fondamentali.
Inoltre le continue osservazioni ed il proficuo lavoro prodotto, riconoscendone anche il merito per il diverso approccio culturale rispetto a quanto fatto dalla ex autorità di vigilanza, hanno determinato un primo passo verso l’auspicato cambiamento, attraverso la determinazione dell’ANAC n° 4/2015 che si allega in copia e che sarà trasmessa a tutte le amministrazioni pubbliche.
Il Presidente
arch. Guido Puchetti
vai alla determinazione ANAC n°4/2015